La casa di Lilio a Cirò

Busto di Luigi Lilio posizionato dentro la Casa di Cirò gestita dal Parco Astronomico Lilio

Oggi alcuni membri dell’Associazione Parco Astronomico Lilio, Michele Caccia e Antonio Giardino, hanno incontrato l’attuale Sindaco di Cirò Francesco Paletta per discutere della casa di Lilio situata presso lo stesso comune. Tanti progetti per questa casa onorata di poter indossare il nome del medico, astronomo e matematico italiano, precisamente di Cirò, Luigi Lilio.

Scheda Completa di Wikipedia

Si è parlato molto del futuro e su tutto ciò che potrà essere un’opportunità per tanti giovani, di poter studiare presso il piccolo museo dedicato a Lilio. I membri dell’associazione fanno sapere al sindaco che il Parco vuole creare una sinergia fra Savelli e Cirò, con attività dedicate, ed eventi futuri, presso ambedue le sedi. Sarà per tutta la comunità un servizio in più quando il tutto si potrà visitare e usufruirne dei contenuti su Lilio.

Le novità sono tante e saranno pubblicate apertamente con un comunicato non appena tutto sarà scritto ufficialmente. La cultura è fondamentale affinché la Calabria può trionfare sia in scala Nazionale che Internazionale. Lilio porta nel proprio curriculum la scoperta del Calendario Gregoriano, vi portiamo di seguito tutta la storia completa e la biografia.

Luigi Lilio (Luigi Giglio) nacque, come vuole la tradizione, nel 1510 a Psycròn, oggi Cirò, un ricco feudo che faceva parte della Calabria Latina.

I dati biografici di Luigi Lilio sono incerti perché i registri anagrafici dell’archivio comunale di Cirò risalgono al 1809, mentre quelli parrocchiali, che sono i più antichi, risalgono al Seicento. Infatti, fu allora che i parroci iniziarono a registrare gli atti di nascita, battesimo, cresima e morte come stabilito dal Concilio di Trento (1545 – 1563).[2]

Luigi Lilio ebbe almeno un fratello, Antonio, con cui condivise l’interesse per gli studi scientifici. Sono poche le vicende note della sua esistenza, tanto che in passato ne è stata persino messa in dubbio l’origine calabrese. A dissipare ogni dubbio riguardante il fatto che Cirò dette i natali a Luigi Lilio, è sufficiente leggere quanto scrisse nel 1603 il gesuita tedesco Cristoforo Clavio, matematico e membro della commissione istituita da Gregorio XIII per studiare la riforma del calendario:

E magari fosse ancora vivo Aloysius Lilius Hypsichronaeus uomo più che degno di immortalità, che fu il principale autore di una correzione tanto valida e risplendette sugli altri grazie alle cose da lui scoperte.[3] Hypsichronaeus citato da Clavio significa da Cirò o cirotano, perché Hypsichròn nel 1500 era il nome da cui è derivata la parola Cirò: Ypsicròn, Psicrò, Psigrò, Zigrò, Zirò, Cirò.[4] Altra prova inconfutabile che Cirò dette i natali a Lilio è fornita dall’umanista Gian Teseo Casoppero nella lettera che nel 1535 scrive all’amico Girolamo Tigano in cui indica tra le famiglie primarie di Cirò la famiglia Giglio e, ancora, in un’altra lettera che invia allo stesso Luigi Lilio nella quale lo prega di porgere un saluto ai compaesani che dimoravano in Napoli: “nostratibus omnibus qui Neapoli degunt ex me salutem dicas”. Secondo la tradizione Lilio ricevette a Cirò una solida educazione umanistica da Casoppero, ma molto probabilmente iniziò gli studi sotto la guida dello zio materno di Casoppero, il decano Antonio Spoletino. Solo supposizioni possono essere fatte per gli anni della prima gioventù, poiché le uniche notizie certe risalgono agli anni Trenta del XVI secolo. Dalla lettera sopra citata, datata 28 gennaio 1532, a lui indirizzata da Gian Teseo Casoppero, si apprende che Lilio non era più in Calabria, ma a Napoli, dove stava conducendo degli studi superiori di medicina, dato che Juan Salon, nel suo De Romani calendarii nova emendatione, ac Paschalis solennitatis reductione del 1576, lo qualifica come medico, oltre che come matematico: “Aloisius Lilius Medicus execellentissimus & Mathematicus haud vulgaris Alfonsum Regem in anni quantitate imitates, cyclum magnum.”[5] Nella Città partenopea era al servizio dei Carafa, non essendo sufficienti le sostanze paterne per sostenersi agli studi. Appresa la notizia, Casoppero, che evidentemente aveva avuto modo di apprezzarne le precoci doti scientifiche, gli inviò una lettera nella quale, con tono garbato ma deciso, ammonisce Lilio e gli consiglia di dedicarsi solo agli studi. La lettera, datata Psycrò, V Kalendas februarii MDXXXII, rappresenta uno dei due soli documenti che attestano l’esistenza in vita di Luigi Lilio. Vi si legge:[6]

Gian Teseo Casoppero a Luigi Lilio dice salute. Non approvo affatto o Luigi, che tu faccia e l’uomo di studi e l’uomo di corte. Infatti l’animo occupato a due cariche non può adempirne alcuna. Ma, se tu costretto dalla necessità insuperabile imprendesti di servire nell’Aula Baronale, perché le sostanze paterne non basterebbero a sostentarti per attendere unicamente alle lettere, sii cauto a non inciampare nelle reti della seduzione per non avertene tardi a pentire, e fa di tutto per sottrarti quanto più presto puoi dagli amplessi di lei; poiché non potrai giammai dall’Aula ritrarre vera felicità, ed il tempo che nella stessa consumerai sarà perduto, e non potrai più rinfrancarlo. Sarà tua cura dare esca agli uomini e scoprire sempre qualcosa di nuovo, in modo che, col favore di Mercurio, tu possa procurarti alquanto denaro e vendere a buon prezzo l’arte tua, essendo padrone di te stesso; ciò che ridonderà in tua gran lode e gloria, come colui che occupato onestamente vivrà o con niuno, o col minimo dispendio del tuo patrimonio famigliare. Conservati e porgi da parte mia, un saluto a tutti i nostri compaesani che dimorano a Napoli. Da Psycro 28 gennaio 1532

Conseguita la laurea in medicina, Luigi Lilio si trasferisce a Roma dove, con l’esperienza scientifica maturata a Napoli, concepì e maturò la riforma del calendario. In mancanza di documenti certi non sappiamo nulla della vita di Lilio a Roma, al contrario, sulla base di un’inoppugnabile fonte documentaria, sappiamo che Lilio nel 1552 si trovava a Perugia.[8] Sebbene nessun atto dell’Università di Perugia dimostri che Lilio sia stato docente in quello Studio, una lettera autografa datata 25 settembre 1552 e indirizzata dal cardinale Marcello Cervini a Guglielmo Sirleto, attesta che in quel periodo “messer Aluigi Gigli” era lettore di medicina presso lo Studio perugino. Con l’intento di assicurare a Lilio un aumento di stipendio, che sarebbe stato concesso ai migliori lettori dello Studio perugino, il cardinale Marcello Cervini pregava Guglielmo Sirleto di intervenire personalmente presso il cardinale Girolamo Dandini, potente esponente della Chiesa. Il primo a dare notizie di questa lettera, e a indicare il posto dove poteva essere trovata, è il tedesco Josef Schmid, autore di una pubblicazione fondamentale sulla riforma.[9] Ma come riferisce lo studioso August Ziggelaar, la lettera non esisteva nel luogo indicato: “He taught medicine at The University of Perugia in 1552 according to Schmid, who refers to Bib.Vat., Cod. Vat. Lat., 6179, 25, but I did not find this at the indicate place”.[10] Nella lettera ritrovata da F. Vizza, ricercatore del C.N.R., e trascritta dallo storico Giovann Murano si legge: “Messer Guglielmo carissimo. So stato alquanto pensando se dovevo scrivere questa lettera alla Signoria Ill.ma mia Dandini e a voi che gliela leggerete, et finalmente mi so risoluto per esser voi †…† informato di messer Aluigi Gigli, lettor di medicina in Perugia, et raccomandare di che io la servirò, di indrizarla a voi come a quello che potrete dar più particolare informatione a Sua Signoria Reverendissima di lui che non haria fatto io con una semplice lettera. Visitarete adonque prima Sua Signoria Reverendissima in nome mio et appresso li direte che havendo io inteso com’ella ha preso già protettione del detto messer Aluigi, secondo il solito della cortesia sua, non posso fare di non rendergliene grazie aiutando una persona così dotta et dabene, come voi sapete che è questa, la quale, per quanto intendo, è molto grata a tutto quello Studio. Et perciò, dandone informatione a Sua Signoria Reverendissima, la pregherete in mio nome a voler continuare di aiutarlo particolarmente in lo agumento da farsi in breve di certa quantità di danari, qual par che s’abbia a distribuir tra quelli lettori, che seran più conosciuti e haranno maggior favore. La onde se Sua Signoria Reverendissima si degnarà continuar d’interporre l’opra sua acciò che messere Aluigi non venga scordato, oltra che farà cosa degna di lui, io ancora la riterrò molto grata. Et con questo fine basate le manj santamente in nome mio a Sua Signoria Reverendissima. Che nostro Signore Dio vi conservi in sua gratia. Data Ab†…† alli 25 di settembre MDLII”. M. Card.lis Sanctae Ecclesiae

Le due lettere riportate, quella firmata da Giano Teseo Casoppero e quest’ultima da Marcello Cervini, sono gli unici documenti che riportano notizie certe sulla vita dello scienziato cirotano. In assenza di queste due lettere si potrebbe persino affermare che Lilio non sia mai esistito se non nell’immaginazione di suo fratello Antonio. Anche gli ultimi anni della vita di Luigi Lilio sono un mistero. Sappiamo soltanto che morì, in data imprecisata, prima dell’attuazione della riforma, lasciando al fratello Antonio la cura di divulgare il suo lavoro. In assenza di dati certi molti studiosi concordano nell’affermare che la morte lo colse a Roma nel 1576. Si può, invece, ipotizzare con buone probabilità che la morte lo colse prima del 1574, anno in cui sembra già essere scomparso. Infatti, è nel 1574 che Alessandro Piccolomini ebbe modo di farsi illustrare l’ipotesi di riforma non da Luigi, ma da Antonio. Questa circostanza induce a pensare che Luigi fosse già morto, ma non sappiamo dove.[11]

Il cratere Lilius sulla Luna prende il suo nome.

CONTINUA SU WIKIPEDIA

Share on facebook
Facebook
Share on pinterest
Pinterest
Share on linkedin
LinkedIn
Share on telegram
Telegram
Share on twitter
Twitter
Share on google
Google+

Articoli Recenti:

Il cielo del Mese Marzo 2021

Immagine 1: cielo di marzo 2021 ore 20:00 località Savelli. Fonte: Stellarium Congiunzioni Nel mese di febbraio sarà possibile osservare cinque congiunzioni. Il 3 marzo

Iscriviti alla Newsletter

Il cielo del Mese Marzo 2021

Immagine 1: cielo di marzo 2021 ore 20:00 località Savelli. Fonte: Stellarium Congiunzioni Nel mese di febbraio sarà possibile osservare cinque congiunzioni. Il 3 marzo

Leggi di Più »

La casa di Lilio a Cirò

Busto di Luigi Lilio posizionato dentro la Casa di Cirò gestita dal Parco Astronomico Lilio Oggi alcuni membri dell’Associazione Parco Astronomico Lilio, Michele Caccia e

Leggi di Più »

Il Sole

Il sole, la nostra stella, una gigantesca palla di plasma Il Sole è l’oggetto più massiccio del sistema solare. Attorno ad esso orbitano otto pianeti.

Leggi di Più »

Avviso Importante

A causa del prorogarsi, per la pandemia in atto, di alcuni lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del Parco Astronomico Lilio e dell’aggiornamento della strumentazione scientifica, le attività al pubblico al Parco Lilio sono al momento sospese fino al completamento degli stessi, che purtroppo ad oggi, non ci permettono di programmare la stagione estiva come negli anni passati.
Daremo comunicazione circa la ripresa delle attività al pubblico non appena le ditte coinvolte nei lavori ci daranno l’OK per la ripresa e il ripristino della strumentazione.
Confidiamo comunque nella ripresa a brevissimo termine.
Al momento perciò non è possibile effettuare prenotazioni e i canali di prenotazione (Telefono, Whatsapp ed e-mail) non sono utilizzabili e raggiungibili.

Grazie per la comprensione e ci scusiamo per il disagio